COME CHIEDERE L'INSERIMENTO DEL PROPRIO ENTE NEL REGISTRO

Stiamo predisponendo il modulo di riconoscimento degli enti di formazione sulla base del regolamento approvato dal Consiglio Direttivo con delibera del 31 marzo 2021. Per essere informati non appena sarà online scrivere a info@abaitalia.org specificando di essere un ”ente di formazione interessato al riconoscimento ABAITALIA”

PROCEDURE DI RICONOSCIMENTO DEGLI ENTI DI FORMAZIONE

REGOLAMENTO APPROVATO DAL CONSIGLIO DIRETTIVO CON DELIBERA DEL 31 MARZO 2021

ARTICOLO 1. AMBITO DI APPLICAZIONE
  1. Il regolamento definisce i criteri e le procedure per il riconoscimento degli Enti i quali, intendono richiedere il riconoscimento ad ABAIT per l’istituzione e l’attivazione di corsi per Tecnici Comportamentali ABA Applied Behavior Analysis (in seguito ABA), Assistenti Analisti del Comportamento (AAdC)e Analisti del Comportamento (AdC).
  2. ABAIT delega il proprio Comitato Tecnico Scientifico a individuare i criteri per le future istanze di riconoscimento.
ARTICOLO 2. ISTANZA DI RICONOSCIMENTO
  1. Gli Enti che intendono ottenere il riconoscimento per l’attivazione di corsi in art.1 per i fini di essere inseriti nei registri di ABAIT devono produrre apposita istanza al CTS, secondo modalità a tale fine stabilite con apposita delibera dal Consiglio Direttivo. Sono consentite integrazioni dell’istanza stessa ove il procedimento di riconoscimento non sia stato nel frattempo concluso.
  2. Per i fini di cui al comma 1, gli Enti devono presentare l’ordinamento, la documentazione ai fini dell’inserimento nella lista interna di Enti per essere accettati e riconosciuti dovranno essere soddisfatti i seguenti requisiti minimi:
    a) L’ente formativo deve operare nell’ambito della formazione specialistica ABA da non meno di 5 anni e avere personalità giuridica;
    b) Il corpus docenti dell’ente formativo e i supervisori, anche esterni, devono documentare di:
    – Avere una formazione specifica in analisi del comportamento applicata ai disturbi del neurosviluppo nel ciclo di vita;
    – Applicare l’analisi del comportamento da almeno 5 anni dopo la conclusione del percorso formativo;
    – Insegnare l’analisi del comportamento da almeno 5 anni dopo la conclusione del percorso formativo all’interno di percorsi formativi riconosciuti, oppure essere in possesso di una abilitazione alla Psicoterapia CBT, oppure avere il Dottorato di Ricerca, oppure essere docente universitario, oppure avere chiara fama nel settore; possono acquisire il titolo di docenti persone con laurea magistrale in psicologia, scienze della educazione o medicina in possesso dei titoli precedenti nel comma 2 punto b.
    c) I curricula dei docenti dovranno essere inviati all’attenzione del presidente del comitato scientifico.
  3. Entro 30 giorni dal ricevimento dell’istanza, il responsabile del procedimento trasmette contestualmente alla Commissione del CTS copia della stessa e della relativa documentazione.
  4. Entro i successivi 90 giorni, la Commissione formula motivato parere in ordine alla corrispondenza dell’ordinamento didattico degli Enti a quello previsto agli articoli da 7 a 12 del regolamento inclusa una motivata valutazione sulle modalità organizzative e sulle risorse di personale docente.
  5. Il provvedimento di riconoscimento è adottato con delibera del Presidente del Consiglio Direttivo di ABAIT, sulla base dei conformi pareri formulati dalla Commissione del CTS, entro 30 giorni dal ricevimento degli stessi.
  6. Ove ricorrano particolari necessità istruttorie, i termini di cui ai commi 4 e 5 possono essere prorogati, a cura del responsabile del procedimento, per ulteriori 60 giorni con provvedimento motivato da comunicare all’Ente istante.
  7. Il provvedimento di diniego del riconoscimento idoneamente motivato, è adottato con le stesse modalità di cui al comma 5.
  8. I provvedimenti di cui ai commi 5 e 7 sono pubblicati sul sito www.abaitalia.org.
ARTICOLO 3. COMMISSIONE TECNICO-CONSULTIVA
Il Consiglio Direttivo di ABAIT costituisce una commissione tecnico-consultiva, di cui almeno un membro deve appartenere al CTS, con delega per valutare ed esprimere parere vincolante in ordine alla idoneità degli Enti per la istituzione e attivazione di corsi.

ARTICOLO 4. EFFETTI DEL RICONOSCIMENTO
  1. Il provvedimento di riconoscimento di cui all’articolo 2, abilita l’Ente istante ad istituire ed attivare, successivamente alla data della sua emanazione, il corso.
  2. Gli Enti riconosciuti ai sensi del precedente comma sono tenuti a indicare un Direttore del Corso di comprovata esperienza e presentare ogni anno una relazione illustrativa dell’attività scientifica e didattica svolta nell’anno immediatamente precedente e sul programma per l’anno successivo, che viene trasmessa alla Commissione.
  3. Ai fini dell’accertamento della permanenza dei requisiti di idoneità di cui all’articolo 2, comma 4, ABAIT dispone, anche su proposta della Commissione, verifiche ispettive a campione, con cadenza almeno quadriennale, presso gli Enti.
  4. Qualora vengano accertati fatti modificativi dei requisiti di idoneità, può essere adottato, previo contraddittorio con i soggetti interessati, delibera di revoca del riconoscimento, idoneamente motivato, su conforme parere della Commissione. La revoca è comunque disposta in caso di interruzione o di cessazione dell’attività formativa. Il decreto di revoca è pubblicato nel sito www.abaitalia.org.
ARTICOLO 5. REITERAZIONE DELL'ISTANZA
  1. Gli Enti cui sia stato negato il riconoscimento possono produrre nuova istanza nella quale, in relazione al provvedimento di diniego, devono essere dedotti, a pena di inammissibilità, elementi nuovi, idoneamente motivati e documentati. Il relativo provvedimento di inammissibilità è adottato, previo parere della Commissione.
  2. L’istanza di cui al comma 1 dovrà essere corredata dalla documentazione in formato elettronico.
ARTICOLO 6. FINALITÀ DEI CORSI E CRITERI DI AMMISSIONE
  1. I corsi attivati presso gli Enti hanno lo scopo di impartire agli allievi una formazione professionale idonea all’esercizio dell’attività applicativa, secondo un indirizzo metodologico e teorico-culturale di analisi del comportamento riconosciuto in ambito scientifico nazionale e internazionale.
  2. la formazione specifica relativa all’esercizio dell’attività può essere riferita a diversi ambiti di applicazione:
    a) Disturbi del neurosviluppo in età evolutiva;
    b) Disturbi del neurosviluppo in età adolescenziale e adulta.
    Realtà formative che intendano procedere alla istituzione delle figure di Tecnico del Comportamento ABA, Assistente (AAdC) e Analista del Comportamento (AdC) in altri ambiti (es. psichiatria, geriatria, ecc.) dovranno ottemperare al presente regolamento e sottoporre i curricola formativi al Comitato Scientifica di ABAIT al fine di ottenerne l’approvazione.
  3. I competenti organi dell’Ente determinano, entro il limite di cui all’articolo 4, comma 1, il numero massimo degli allievi iscrivibili a ciascun corso, tenuto conto delle strutture didattico-formative, idonee sia quantitativamente che qualitativamente in rapporto al modello formativo adottato. Questo numero non può essere superiore a 40.
  4. Le modalità ed altri criteri di ammissione ai corsi sono definiti in apposito regolamento adottato dai competenti organi dell’Ente.
  5. Sono consentite abbreviazioni di corso, sulla base di criteri oggettivi e definiti nel regolamento dell’Ente, per quegli allievi in possesso di idonea documentazione attestante una formazione teorica e pratica in ABA acquisita precedentemente alla data di entrata in vigore del presente regolamento.
ARTICOLO 7. CARATTERISTICHE DELLA FORMAZIONE DI TECNICO COMPORTAMENTALE ABA
    1. I corsi per Tecnico Comportamentale ABA non hanno durata determinata ma durano fino al completamento delle ore di formazione di seguito specificate.
    2. Per accedere ai corsi bisogna essere in possesso di una laurea triennale in psicologia, discipline di area sanitaria, discipline educative o lauree che danno accesso a classi di concorso per l’abilitazione. In deroga, sono ammessi i diplomati con qualifica in OSS, quale figura professionale prevista dai requisiti organizzativi dei diversi regolamenti regionali, già assunti con regolare contratto nei servizi socio sanitari;
    3. In analogia con il sistema universitario il corso è equipollente a 30 Crediti Formativi e prevede:
      a) Insegnamento teorico e formazione pratica non inferiore a 60 ore (10 CF);
      b) Esperienza pratica guidata con applicazione delle procedure di intervento dell’analisi del comportamento su almeno due casi, non inferiore alle 400 ore complessive (16 CF);
      c) Preparazione per gli esami finali a carico dello studente non inferiore a 24 ore (4 CF).
    4. L’insegnamento teorico prevede:
      d) La presentazione dei principi e delle principali procedure in ambito ABA;
      e) L’approfondimento specifico dell’indirizzo clinico-applicativo seguito dall’Ente.
    5. La formazione pratica prevede:
      a) Una formazione coerente con l’analisi applicata del comportamento: un percorso che prevederà, oltre a specifici momenti formativi, la supervisione delle procedure attuate dagli allievi durante il training pratico (con relativa valutazione del supervisore);
      b) Per la esperienza pratica guidata di cui al comma 3-b), documentate esperienze tramite una referenza del o dei supervisori (con relativa valutazione del supervisore).
ARTICOLO 8. COMPETENZE DEL TECNICO ABA

Gli insegnamenti impartiti durante il corso sono definiti al fine di formare figure professionali come Tecnici ABA. Il Tecnico Comportamentale ABA è un professionista, che attua prestazioni professionali di analisi e di modificazione del comportamento, basate su ABA sotto la guida costante di un AdC oppure AAdC. È specialista nell’educazione e nella formazione di persone con disabilità o con altre problematicità, con mansioni riferite all’esecuzione di programmi proposti dal supervisore (in analogia col Sistema di Classificazione istituito dall’ISTAT Rif.2.6.5.1.0).
Il Tecnico ABA deve essere in grado di:

  • comprendere le indicazioni sulla progettazione curriculare e procedurale di un analista (AdC) o assistente analista del comportamento (AAdC) correlate all’attività per:
    − applicare interventi basati sull’ ABA in contesti educativi, sanitari e socio sanitari, diurni o residenziali e territoriali rivolte a persone con Disturbo dello Spettro dell’Autismo e Disabilità Intellettiva;
    − applicare interventi diretti alla persona con disabilità, finalizzati a potenziare o far acquisire nuove abilità personali e/o ridurre comportamenti disfunzionali o problematici;
    − adattare l’applicazione delle procedure ABA al Progetto di vita della persona con DI e ASD, a sua volta allineato con i domini della Qualità della vita;
  • identificare, conoscere i principi per:
    − svolgere una valutazione (assessment) su uno o più comportamenti o su aspetti specifici (es. le preferenze);
    − utilizzare strumenti e metodologie di misurazione dei repertori comportamentali oggetto di intervento;
    − rispettare i codici etici e deontologici, adattati al contesto di applicazione (es. per persone adulte piuttosto che minori).
ARTICOLO 9. CARATTERISTICHE DELLA FORMAZIONE DELL'ASSISTENTE ANALISTA DEL COMPORTAMENTO
  1. Il Corso di Master di I livello per Assistente Analista del Comportamento (AAdC) ha una durata annuale e comunque dura fino al completamento delle ore di formazione di seguito specificate.
  2. Per accedere ai corsi bisogna essere in possesso di una laurea in medicina e chirurgia, oppure una laurea triennale in psicologia, oppure in discipline di area sanitaria, discipline educative o lauree che danno accesso a classi di concorso per l’abilitazione.
  3. In analogia con il sistema universitario il corso equivale a 60 Crediti Formativi (CF) e prevede per l’insegnamento teorico e formazione pratica per un numero non inferiore a 30 CF.
  4. L’insegnamento teorico è composto da almeno 180 ore (30 CF) di lezioni frontali e prevede l’approfondimento:
    a) dei principi e delle procedure in ambito ABA;
    b) dello specifico indirizzo clinico-applicativo seguito dall’Ente.
  5. La formazione pratica (30 CF) si articola in:
    a) Esperienza pratica guidata o tirocinio, che consiste nella diretta applicazione da parte degli allievi delle procedure di intervento dell’analisi del comportamento su almeno 8 studi di caso, con relativa valutazione da parte del supervisore, e prevede un numero non inferiore a 700 ore di tirocinio, delle quali 350 ore con funzione di Tecnico Comportamentale, e 350 ore di affiancamento al Tecnico con funzione di Assistente Analista del Comportamento;
    b) Supervisione di almeno 50 ore, effettuata da AdC iscritti nei registri di ABAIT, di cui non meno della metà dovrà essere individuale.
  6. In aggiunta, devono essere predisposti esami in itinere e finali con preparazione a carico dello studente.
  7. La frequenza delle lezioni è obbligatoria e sono ammesse assenze giustificate, non oltre il 20% delle ore complessive
ARTICOLO 10. COMPETENZE DELL'ASSISTENTE ANALISTA DEL COMPORTAMENTO

L’Assistente Analista del comportamento, che opera sempre sotto la supervisione di un analista del comportamento, crea una rete tra tutte le figure del sistema curante e supporta i tecnici ABA, coordinando un gruppo di lavoro e monitorando l’intervento, nel rispetto degli standard scientifici nazionali e internazionali e nella sostenibilità degli interventi anche se applicati nelle realtà scolastiche, sanitarie e sociali nazionali.
L’AAdC deve essere in grado di:

  • comprendere e identificare i processi naturali dell’analisi del comportamento;
  • comprendere i principi generali del comportamento;
  • comprendere e utilizzare i principali metodi scientifici dell’analisi del comportamento (esempio: misurazione dei comportamenti, studio del caso singolo, assessment funzionale…);
  • conoscere e utilizzare le principali procedure verificate dall’applied behavioral research (esempio: rinforzo differenziale, promping, shaping…);
  • eseguire una valutazione funzionale delle abilità del bambino, ragazzo, giovane adulto;
  • seguire le indicazioni dell’analista del comportamento nel:
    − individualizzare il programma d’intervento;
    − identificare e selezionare i comportamenti problema, analizzarli funzionalmente e identificare i fattori che li scatenano e mantengono;
    − realizzare interventi per insegnare nuove abilità e ridurre comportamenti problema nel rispetto dei principi etici nazionali e internazionali;
    − gestire l’inclusione nell’ambiente scolastico per l’età evolutiva;
    − sviluppare, monitorare e supportare interventi ABA secondo gli standard più aggiornati in contesti sanitari e socio sanitari, diurni, residenziali e territoriali rivolti a persone con Disturbi del neurosviluppo (Disturbo dello Spettro dell’Autismo e Disabilità Intellettiva) e altre Disabilità congenite o acquisite;
  • monitorare continuamente i progressi verso gli obiettivi stabiliti per controllare l’efficacia dell’intervento;
  • gestire in modo efficace un gruppo di lavoro.
ARTICOLO 11. CARATTERISTICHE DELLA FORMAZIONE DA ANALISTA DEL COMPORTAMENTO RIVOLTO ALL'ETÀ EVOLUTIVA
  1. Il Corso di Master di II livello per Analista del Comportamento (AdC) ha una durata almeno biennale e comunque dura fino al completamento delle ore di formazione di seguito specificate.
  2. Per accedere ai corsi bisogna essere in possesso di una laurea in medicina e chirurgia, oppure una laurea magistrale in psicologia, in conformità con le normative vigenti relative ai profili professionali.
  3. In analogia con il sistema universitario il corso è equivalente a 120 Crediti Formativi (CF) e prevede un insegnamento teorico e formazione pratica non inferiore a 60 CF.
  4. L’insegnamento teorico è composto da 360 ore di lezioni frontali (60 CF) e prevede l’approfondimento:
    a) dei principi e delle procedure in ambito ABA;
    b) dello specifico indirizzo clinico-applicativo seguito dall’Ente,
  5. La formazione pratica (60 CF) si articola in:
    a) Esperienza pratica guidata o tirocinio, che consiste in specifici momenti formativi e nella diretta applicazione da parte degli allievi delle procedure di intervento dell’analisi del comportamento, con relativa valutazione da parte del supervisore, su almeno 16 studi di caso, e prevede un numero non inferiore a 1.425 ore delle quali 400 ore con funzione di Tecnico Comportamentale ABA, 300 ore con funzione di Assistente Analista del Comportamento e 725 ore con funzione di Analista del Comportamento in formazione.
    b) Supervisione di almeno 75 ore, effettuata da AdC iscritti nei registri di ABAIT, di cui non meno della metà dovrà essere individuale.
  6. In aggiunta, devono essere predisposti esami in itinere e finali con preparazione a carico dello studente.
  7. La frequenza è obbligatoria e sono ammesse solo assenze giustificate non oltre il 20% delle ore di lezione frontali.
ARTICOLO 12. COMPETENZE DELL'ANALISTA DEL COMPORTAMENTO RIVOLTO ALL'ETÀ EVOLUTIVA

L’Analista del comportamento, in totale autonomia progetta e crea una rete tra tutte le figure del sistema curante. Supporta i tecnici ABA, coordina un gruppo di lavoro e monitora l’intervento nel rispetto degli standard scientifici nazionali e internazionali e nella sostenibilità degli interventi anche se applicati nelle realtà scolastiche, sanitarie e sociali nazionali.
L’AdC deve essere in grado di:

  • comprendere e identificare i processi naturali dell’analisi del comportamento;
  • comprendere i principi generali del comportamento;
  • comprendere e utilizzare i principali metodi scientifici dell’analisi del comportamento (esempio: misurazione dei comportamenti, studio del caso singolo, assessment funzionale…);
  • conoscere e utilizzare le principali procedure verificate dall’applied behavioral research (esempio: rinforzo differenziale, promping, shaping…);
  • eseguire una valutazione funzionale delle abilità del bambino, ragazzo, giovane adulto;
  • sviluppare un curriculum individualizzato;
  • identificare e selezionare i comportamenti problema, analizzarli funzionalmente e identificare i fattori che li scatenano e mantengono;
  • progettare e realizzare interventi per insegnare nuove abilità e ridurre comportamenti problema nel rispetto dei principi etici nazionali e internazionali;
  • monitorare continuamente i progressi verso gli obiettivi stabiliti per controllare l’efficacia dell’intervento;
  • programmare e gestire l’inclusione nell’ambiente scolastico per l’età evolutiva;
  • programmare, sviluppare, valutare e supervisionare interventi ABA secondo gli standard più aggiornati in contesti sanitari e socio sanitari, diurni, residenziali e territoriali rivolti a minori con Disturbi del neurosviluppo (Disturbo dello Spettro dell’Autismo e Disabilità Intellettiva) e altre Disabilità congenite o acquisite;
  • valutare, concettualizzare e operare su una casistica con problematiche psicopatologiche;
  • gestire in modo efficace un gruppo di lavoro.
ARTICOLO 13. CARATTERISTICHE DELLA FORMAZIONE DA ANALISTA DEL COMPORTAMENTO RIVOLTO AGLI ADOLESCENTI E AGLI ADULTI
  1. Il Corso di Master di II livello per Analista del Comportamento (AdC) ha una durata almeno biennale e comunque dura fino al completamento delle ore di formazione di seguito specificate.
  2. Al corso possono essere ammessi i laureati in psicologia, in medicina e chirurgia e in altre aree sanitarie e i laureati in discipline educative in conformità con le normative vigenti relativi ai profili professionali. In relazione alle caratteristiche dei servizi socio-sanitari per l’età adulta, al corso possono altresì iscriversi i laureati in possesso di laurea breve in discipline di area sanitaria e i laureati in discipline educative. In questi ultimi casi il titolo, riconosciuto da ABAIT, sarà di Assistente Analista del Comportamento.
  3. In analogia con il sistema universitario il corso è equipollente a 120 Crediti Formativi (CF) e prevede un insegnamento teorico e formazione pratica non inferiore a 60 CF.
  4. L’insegnamento teorico è composto da almeno 360 ore di lezioni frontali e prevede l’approfondimento:
    a) dei principi e delle procedure in ambito ABA;
    b) dello specifico indirizzo clinico-applicativo seguito dall’Ente.
  5. La formazione pratica (60 CF) si articola in:
    a) Esperienza pratica guidata o tirocinio, che consiste in specifici momenti formativi e nella diretta applicazione da parte degli allievi delle procedure di intervento dell’analisi del comportamento, con relativa valutazione da parte del supervisore, su almeno 16 studi di caso, e prevede un numero non inferiore a 1.425 ore delle quali 400 ore con funzione di Tecnico Comportamentale ABA, 300 ore con funzione di Assistente Analista del Comportamento e 725 ore con funzione di Analista del Comportamento in formazione.
    b) Supervisione di almeno 75 ore, effettuata da AdC iscritti nei registri di ABAIT, di cui non meno della metà dovrà essere individuale.
  6. In aggiunta, devono essere predisposti esami in itinere e finali con preparazione a carico dello studente.
  7. La frequenza è obbligatoria e sono ammesse solo assenze giustificate non oltre il 20% delle ore di lezione frontali.
ARTICOLO 14. COMPETENZE DELL'ANALISTA DEL COMPORTAMENTO RIVOLTO AGLI ADOLESCENTI E AGLI ADULTI

L’Analista del comportamento, in totale autonomia, progetta e crea una rete tra tutte le figure del sistema curante: supportando i tecnici ABA, coordinando un gruppo di lavoro e monitorando l’intervento, nel rispetto degli standard scientifici internazionali e nella sostenibilità degli interventi anche se applicati nelle realtà scolastiche, sanitarie e sociali nazionali.
L’AdC deve essere in grado di:

  • gestire in modo efficace un gruppo di lavoro descrivere e utilizzare i principali concetti dell’analisi del comportamento (esempio: rinforzamento, estinzione, stimulus control…)
  • descrivere e utilizzare i principali metodi scientifici dell’analisi del comportamento (esempio: misurazione dei comportamenti, studio del caso singolo, assessment funzionale…);
  • descrivere e utilizzare le principali procedure verificate dall’applied behavioral research (esempio: rinforzo differenziale, promping, shaping…);
  • programmare, sviluppare, valutare e supervisionare interventi ABA secondo gli standard più aggiornati in contesti sanitari e socio sanitari, diurni, residenziali e territoriali rivolti a persone adolescenti e adulte con Disturbi del neurosviluppo (Disturbo dello spettro dell’autismo e Disabilità intellettiva) e altre Disabilità congenite o acquisite;
  • identificare e selezionare i comportamenti problema, analizzarli funzionalmente e identificare i fattori che li scatenano e mantengono
  • valutare, concettualizzare e operare su una casistica con problematiche psicopatologiche;
  • progettare e realizzare interventi per insegnare nuove abilità e ridurre comportamenti problema basati sui principi dell’analisi del comportamento secondo i principi etici internazionali;
  • monitorare continuamente i progressi verso gli obiettivi stabiliti per controllare l’efficacia dell’intervento;
  • costruire un Progetto di vita per la persona con DI e ASD allineato con i domini della Qualità della vita;
  • conoscere ed implementare interventi per la disabilità neuropsichica grave;
  • progettare e gestire interventi sulle tematiche affettive e sessuali;
  • progettare percorsi di motivazione del personale operante all’interno dei servizi e delle organizzazioni;
  • acquisire strumenti operativi finalizzati al miglioramento delle pratiche organizzative all’interno di servizi complessi;
  • conoscere le principali caratteristiche fenotipiche delle più frequenti sindromi genetiche al fine di affinare le procedure di analisi funzionale;
  • conoscere le principali tematiche di carattere etico sottostanti l’intervento con la disabilità in età adulta.
ARTICOLO 15. CONTENUTI

La formazione degli allievi avviene a diversi livelli di conoscenza e di approfondimento in base al livello di formazione (Tecnico ABA, AAdC, AdC) sulle seguenti aree:

Introduzione, aspetti etici e deontologici:
− Le Disabilità intellettive, i Disturbi dello spettro dell’autismo, i modelli di Qualità della vita e gli approcci basati su evidenze;
− La progettazione degli interventi e il ruolo dell’ABA nel sistema dei servizi italiani;
− Aspetti etici e deontologici finalizzati a: potenziare l’intervento, comunicare con colleghi e famigliari, tutelare i diritti della persona con disabilità.

Processi, paradigmi e principi dell’analisi comportamentale applicata:
− Relazioni funzionali: interazioni stimoli e comportamento/risposte nel contesto;
− Paradigmi di analisi del comportamento (condizionamento classico e operante; apprendimento osservativo e per descrizione/controllo verbale);
− Principi e loro applicazioni: rinforzo, punizione, estinzione, imitazione, discriminazione, generalizzazione, stimulus control e transfer di funzione stimolo;
− Applicazioni su interazioni rispondenti e operanti: stimulus stimulus pairing, assessment delle preferenze e ampliamento delle preferenze e dei valori.

Definizione operazionale di un comportamento, metodi di misura e disegni sperimentali:
− Descrivere il comportamento e l’ambiente in termini osservabili e misurabili;
− Scegliere e programmare la raccolta dati e relativi strumenti;
− Applicare procedure di misura continua e discontinua;
− Come utilizzare i dati: baseline, grafici e analisi dei dati;
− Allineare i dati nel Progetto di vita e nel Programma di intervento (es. PEI).
− Disegni sperimentali a soggetto singolo

Principi e procedure per l’acquisizione di abilità:
− Identificare le componenti essenziali di un programma finalizzato all’acquisizione di abilità, seguendo le tappe evolutive normotiche;
− Definizione e applicazioni delle Operazioni Motivazionali: CMO, UMO
− Interventi basati sulla modificazione degli antecedenti: operazioni motivazionali e stimoli discriminativi.
− Applicazioni basate sulle conseguenze (modelli di rinforzo a rapporto, intervallo, fisso e e variabile, estinzione)
− Le procedure di insegnamento: analisi del compito, concatenamento, discriminazione, trasferimento di controllo da parte dello stimolo, fading dello stimolo, prompting e apprendimento senza errori, fading del prompt, generalizzazione e mantenimento, monitoraggio, modeling
− NET e Discrete trial training (DTT).

Comportamento verbale, linguaggio, comunicazione:
− Verbal behavior teaching
− Tassonomia degli operanti verbali
− Come insegnare ecoico, mand, tact, intraverbale
− Comunicazione aumentativa e alternativa: insegnare la comunicazione basata sui segni oppure sullo scambio di immagini
− Evoluzione post-skinneriana nell’analisi del linguaggio.

Assessment comportamentale e procedure per la riduzione di un comportamento:
− Forma e funzione del comportamento
− Procedure di assessment e analisi funzionale;
− Funzioni dei comportamenti problema,
− Strategie per la riduzione dei comportamenti problema
− Utilizzo delle diverse tipologie di rinforzo differenziale (DRO, DRI, DRA…)
− Applicazione delle procedure di estinzione
− Identificare le componenti essenziali di un protocollo scritto per la riduzione del comportamento
− Procedure di emergenza/gestione della crisi;

Il progetto di vita:
− Modelli di Qualità di Vita
− Il progetto di vita: background culturale e sistemi di riferimento
− Modelli per l’allineamento tra assessment e piano di trattamento
− Assessment: la valutazione della Qualità di Vita, del funzionamento, del bilancio di salute e dei bisogni di sostegno
− Il bilancio ecologico di vita
− Progetto di vita, le mete esistenziali e il Programma di intervento
− Il sostegno all’affettività e alla sessualità
− Behavioral Gerontology. Percorsi di sostegno ai quadri involutivi: diagnosi, assessment e trattamento

Le comorbilità
− Elementi di farmacologia comportamentale
− Assessment e trattamento di quadri psichiatrici in comorbilità con i disturbi del Neurosviluppo

  • Disturbi Psicotici
  • Disturbo Ossessivo Compulsivo
  • Disturbi depressivi e Disturbi d’ansia

Genotipi e fenotipi comportamentali ed interventi ABA
− Disturbi dello spettro dell’autismo
− X-fragile
− Sindrome di Down
− Sindrome di Williams
− Sindrome di Prader Willi

Organizational behavior management (OBM)
− Il contributo della Organizational Behavior Management (OBM)
− L’educazione strutturata, la costruzione di un ambiente, i cue e l’environmental enrichment
− Applicazione ABA nei contesti dei servizi
− Percorsi di sostegno alla motivazione del personale e prevenzione del burn out

Interventi estesi ai contesti di vita
− Percorsi di genitorialità, accompagnamento nella rete dei servizi, condivisione delle scelte
− La famiglia allargata: i fratelli
− I familiari di fronte alla fine della vita
− Le transizioni

ARTICOLO 16. ESAMI
  1. L’Ente del corso predispone un apposito libretto di formazione, che consente all’allievo e all’Ente stesso il controllo delle attività svolte, con particolare riferimento alle esperienze pratiche guidate del tirocinio, che dovranno essere documentate e saranno anche condizioni necessarie, e non sufficienti, per accedere all’esame finale.
  2. Le modalità degli esami per Tecnico ABA sono:
    a) Prova scritta, uniformata ed erogata esclusivamente e direttamente da ABAIT in modalità online, consistente in un test a scelta multipla di 100 domande con 90 minuti di tempo massimo per la compilazione e criterio di padronanza al 70%;
    b) Una prova teorico pratica con le seguenti caratteristiche:
    i. uniformata ed erogata direttamente dall’Ente di formazione;
    ii. consistente nell’analisi di una o più sequenze videoregistrate di interazioni operatore/utente;
    c) Sarà presentato e discusso, inoltre, un report – redatto in lingua italiana – prodotto dal candidato su di uno o più articoli a carattere scientifico, scelto fra quelli messi a disposizione dalla commissione esaminatrice.
  3. Le modalità degli esami per l’AAdC e per l’AdC sono:
    a) Prove scritte in itinere:
    i. dovranno essere previste almeno 3 prove per l’AAdC e almeno 6 prove per AdC, in itinere a scelta multipla, con criterio di padronanza al 70%, propedeutiche alla prova scritta finale di ABAIT;
    ii. tutte queste prove saranno erogate direttamente dall’Ente di formazione, in modalità presenza oppure online;
    b) Prova scritta propedeutica alla prova teorico pratica, uniformata ed erogata esclusivamente e direttamente da ABAIT in modalità online, consistente in un test a scelta multipla di 100 domande con 90 minuti di tempo massimo per la compilazione e criterio di padronanza al 70%.
    c) Una prova teorico pratica con le seguenti caratteristiche:
    i. valutazione delle competenze tramite giudizio espresso dal o dai supervisori;
    ii. presentazione del case report finale (prova orale);
    iii. Per l’AdC è inoltre necessario la produzione di un articolo a carattere scientifico consistente o in una rassegna di un tema specifico scelto dal candidato, oppure in uno studio di caso.
ARTICOLO 17. ATTESTATO FINALE

Al termine del corso viene rilasciato all’allievo l’attestato finale del Corso che indicherà l’indirizzo (età evolutiva o età adolescenziale ed adulta), sulla base di valutazioni obiettive espletate nell’art 10 comma 2. L’attestato conseguito è titolo per essere iscritti al registro di una delle associazioni aderenti ad ABAIT ed automaticamente verrà riportato negli appositi registri di ABAIT.

DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE

ARTICOLO 18. PROCEDIMENTI IN CORSO

In sede di prima applicazione del presente regolamento, la Commissione procede in via prioritaria alla valutazione delle istanze di riconoscimento già presentate ad ABAIT.

ARTICOLO 19. TERMINI PROCEDIMENTALI

In sede di prima applicazione del regolamento e non oltre 18 mesi dall’entrata in vigore del medesimo, i termini di cui all’articolo 2, commi 3 e 4, sono rispettivamente stabiliti in 90 e 270 giorni.

ARTICOLO 20. OBBLIGHI DEGLI ENTI

Il presente regolamento è vincolante per le associazioni aderenti ad ABAIT.

L’Ente riconosciuto è tenuto ad adeguare il proprio OD in base a successive modifiche o integrazioni di questo stesso regolamento.


REGISTRO DEGLI ENTI FORMATORI

*Da PC vengono visualizzate tutte le colonne del file mentre su cellulare o tablet vengono visualizzate solo le prime due colonne, gli altri dettagli compaiono cliccando sull’icona +.